Storia di un artista che amava giocare

Produzione Fondazione Famiglia Sarzi

Regia: Monica Franzoni
Testi tratti dal libro :
“Otello Sarzi burattinaio annunciato”
di Fulvio de Nigris

Si può dire che è stato un burattinaio, un artista, un maestro. Ma tutto questo non sarebbe sufficiente a narrare la poesia che insegna il suo patrimonio artistico.
Otello era un poeta di teatro, di quel teatro che parlava a tutti, grandi e piccini, bisognosi di capire e apprezzare la vita, l’arte, il mondo. Nomade tra i popoli ne raccoglie i segreti con curiosità e con altrettanto amore diviene maestro di quelle arti che stanno ormai contaminandosi con le nuove e tradizionali tecnologie.
Otello si è lasciato derubare con generosità, da tutti quelli che ha incontrato. Lui e la sua famiglia sono stati partigiani e antifascisti, hanno sempre lottato e lavorato parlando all’intelligenza di quel pubblico popolare, con la modestia e la determinazione di chi vuole costruire un mondo migliore e più giusto.
Per raccontare Otello serve la parola, il teatro, la luce. Le sue mani erano poesie danzanti. I suoi burattini essenza caricaturale del genere umano, i pupazzi abili strategie e magiche intrusioni dell’immaginario fantastico.
Bisogna farlo vivere ancora attraverso un dialogo tra le sue opere e la sua storia, per lasciare traccia, perché ci si orienti verso una visione poetica dell’esistenza. Per dare all’arte dei burattini il giusto amore, attraverso la vita di un grande maestro.