una produzione di Fondazione Famiglia Sarzi

Testo di Maria Antonietta Centoducati
Con Maria Antonietta Centoducati e Gianni Binelli (attori)
Ovidio Bigi (pianista)
Sabina Ressia e Vittorio Pioli (burattinai)

Lo spettacolo è ispirato a una delle tantissime testimonianze giunte fino a noi e rielaborata da Maria Antonietta Centoducati, attrice e drammaturga. La testimonianza è quella di Ada Gentili, ebrea di Trieste, sopravvissuta ad Auschwitz (dove ha perso la madre, il padre, la sorellina) ma potrebbe essere la testimonianze di altri centinaia di ebrei che hanno vissuto sulla loro pelle la terribile e atroce esperienza dei lager nazisti. Il racconto inizia quando nel 1938 arrivano le famigerate leggi razziali e l’obbligo di indossare LA STELLA GIALLA (da qui il titolo La bambina dalla stella gialla). Il 7 dicembre 1943 Ada e la sua famiglia vengono DEPORTATI ad Auschwitz. Ada è selezionata tra quelli ABILI AL LAVORO e si salva perché sana, robusta, forte. Qui incontrerà un altro ragazzo di Trieste di nome Bruno, la loro amicizia diventa forte e con lui cercherà di scappare, senza esito, dal lager. In seguito Bruno, ferito a una gamba durante il lavoro, verrà poi portato nell’infermeria. Da allora, di Bruno, si perdono le tracce. Ada riuscirà a tornare a Trieste, una città distrutta dai bombardamenti, e troverà soltanto una cugina sopravvissuta anche lei al lager. Gli attori: Maria Antonietta Centoducati interpreta Ada e Gianni Binelli interpreta il nazista, il poliziotto fascista e Bruno. Accanto a loro i burattinai Sabina Ressia e Vittorio Pioli interpretano gli stessi personaggi con i burattini creando così un doppio mondo parallelo e fortemente poetico dove il mondo “reale” di Ada e il suo racconto lucido e drammatico si mescola al mondo della “baracca”, diventato essa stessa “burattino” nelle mani di un destino troppo grande e crudele da comprendere. La “baracca” rappresenta il mondo dell’infanzia perduta di Ada e di tutti i bambini e i ragazzi morti nel lager.
Il Maestro Ovidio Bigi, pianista, ha composto le musiche che accompagnano lo spettacolo facendosi ispirare dalla forza drammatica del testo. La musica diventa essa stessa una VOCE accanto alla voce dei personaggi.

SABATO 27 GENNAIO ORE 21:00

PRESSO TEATRO SAN PROSPERO REGGIO EMILIA